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come sarà il 2021 per il mercato dell’auto?

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come sarà il 2021 per il mercato dell’auto?

Tra Incentivi, Ecotassa e Fringe Benefit nel 2021 ecco cosa ci aspetta

Archiviato il 2020 con un risultato pesantissimo (oltre 560.000 automobili immatricolate in meno) anche il 2021 si preannuncia come un anno altrettanto difficile caratterizzato da luci e ombre

Proviamo ad analizzare le luci prima di addentrarci nelle ombre.

Il rilancio del mercato passerà sicuramente dagli incentivi statali. Essi saranno elargiti sulla falsa riga di quelli dell’imminente passato, sperando però in un impatto meno modesto di quello avuto sino ad ora.  

I bonus dovrebbero essere erogati sui contratti d’acquisto sottoscritti entro il 30 giugno. Riguarderanno quindi tutto il primo semestre dell’anno, ma i fondi messi a disposizione, anche se più consistenti del passato, termineranno prima di questa data.

Anche la platea dei beneficiari dovrebbe allargarsi. Dovrebbe riguardare infatti le auto della fascia di emissioni di CO2 da 61 a 135 g/km quella fascia di auto che rappresenta la categoria di auto più consistente in termini di volumi di vendita.

Il calcolo delle emissioni di CO2, dovrebbe, inoltre basarsi sul più restrittivo (ma realistico) ciclo WLTP anziché sul precedente NEDC.

Una novità sicuramente interessante del 2021 sarà un contributo alternativo destinato alle famiglie meno abbienti (con ISEE inferiore a 30.000 euro) che acquisteranno un’auto elettrica con prezzo di listino inferiore ai 30.000 euro (Iva esclusa) e potenza non superiore ai 150 kW. Il contributo, che non prevede la rottamazione di un usato, coprirà il 40% del prezzo e non sarà cumulabile agli altri incentivi.

I fondi dedicati a questo contributo sono però pochini, soltanto 20 milioni di euro, e sicuramente non saranno sufficienti.

Passiamo alle note dolenti e analizziamo le ombre che incombono sul nuovo anno del comparto automotive.

Se questa seconda tornata di incentivi proverà a dare ossigeno al settore, le regole fiscali del 2021 produrranno però un’ulteriore stangata agli acquirenti aziendali.

La Legge di Bilancio non prevede nessun miglioramento in termini di detraibilità dell’Iva e deducibilità dei costi, che fanno dell’Italia uno dei Paesi con fiscalità aziendale meno favorevole.

Inoltre sembra in programma un forte peggioramento della tassazione sul fringe benefit che grava sul dipendente assegnatario di auto aziendale.

A questo quadro poco edificante si aggiunge che l’Ecotassa “una tantum” sulla prima immatricolazione. Essa verrà riparametrata andando a colpire le vetture con emissioni di CO2 superiori a 190 g/km, basandosi sul nuovo ciclo WLTP. Gli importi rimangono gli stessi del 2020, ma cambiano le fasce di emissioni: da 191 a 210 g/km costerà 1.100 euro; da 211 a 240 g/km 1.600 euro; da 241 a 290 g/km 2.000 euro; oltre 290 g/km 2.500 euro.

Ai nostri lettori l’ardua sentenza

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